Country 2 Country 2017: gli outfit

Non c'è impegno che tenga: quando arriva il Country 2 Country, il mega evento europeo che riunisce in tre giorni di concerto il meglio della country music mondiale, io non manco mai. 

Come da diversi anni a questa parte, la tappa di Dublino è la mia preferita: l'atmosfera cordiale, giovane e musicale che si respira non ha paragoni. 

Questa è stata un'edizione pazzesca. Innanzitutto perché abbiamo incontrato, al bancone della Old Jameson Distillery, John Driskell Hopkins e Jimmy De Martini, due membri fondatori della Zac Brown Band. Non vi dico il brodo di giuggiole in cui ci siamo ritrovati, roba che ho ancora il batticuore solo a pensarci.

Ma non è di questo che voglio parlare. 

Tre giorni, 11 artisti direttamente da Nashville. Per un europeo, il Country 2 Country è pelle d'oca all'ennesima potenza. Io non perdo d'occhio le performance femminili, (girl power!). Come si vestono? Come si muovono? Ci sono donne che si rivelano essere vere fonti d'ispirazione.

Oggi mi concentrerò solo sugli outfit delle artiste femminili, anche se c'è qualche nota di merito pronta per i maschietti che hanno calcato le scene.

Day One

Il primo giorno è stato il migliore. In line up, Maren Morris, Marty Stuart & His Fabulous Superlatives e, ovviamente, la Zac Brown Band. 

Partiamo dalla piccola Maren Morris. Classe 1990, è una di quelle artiste che ha fatto il botto con una canzone, My Church, grande inno alla musica. Una di quelle canzoni che è destinata ad essere cantata a squarciagola forever & ever. Peccato che il resto dell'album sia noiosetto e pure PER NIENTE COUNTRY. Ad ogni modo, la scricciolina si presenta sul palco con un capello lunghissimo assolutamente invidiabile (voglio un parrucchiere tutti i giorni, please), leggings in similpelle, top e blazer a mantella, stivaletti "absolutely not western". La Morris rappresenta un target giovane con outfit altrettanto giovani, di certo non quel Western Wear revival che adoro. Peccato che, quasi subito, non ci lasciamo sfuggire l'orlo della giacca scucita... sarà forse un concerto low budget? 

Ora, ditemi che ne pensate.  Per me è NO.

 Maren Morris al Country 2 Country di Dublino

Maren Morris al Country 2 Country di Dublino

Day Two.

Sul palco il sabato abbiamo ben due donne.

Look decisamente più interessante quello sfoggiato dall'emergente Cam, all'anagrafe Cameron Marvel Ochs, classe 1984. Solarissima nella sua camicetta arancione, Cam ha iniziato come songwriter e molti linedancer italiani la conosco per la sua energica hit Untamed. Peccato che, fuori dal mondo del ballo, il suo singolo più apprezzato sia Burning House, una ballad poco affine ai dance floor. 

 Cam si esibisce il secondo giorno al Country 2 Country

Cam si esibisce il secondo giorno al Country 2 Country

Il look di Cam, anch'esso "absolutely not country", è però più apprezzato dai miei amici (probabilmente per il denim?).

Subito dopo Cam, sale sul palco la ben più famosa e attesa Jennifer Nettles, ex Sugarland. Energia da vendere, carisma pure. La sua apertura con "Playing with fire" merita di essere vista. 

What an amazing woman!

Jennifer ci sfoggia una tutina simpaticamente battezzata "pigiama" dai miei amici in prima fila. Certo, l'outfit non è speciale. Si intravede anche un body che ti fa pensare che sia pronta a spogliarsi da un momento all'altro per lanciarsi in una favolosa esibizione tratta da Chicago The Musical. Ma non è avvenuto. Ahimè per me, perché io sono una grande fan di Bob Fosse.

Anche qui, comunque "absolutely not country". 

Day Three.

Arriviamo a lei, la dea. La regina incontrastata della country music anni Novanta.

Non sto parlando di Shania Twain, ma di Reba McEntire, signori e signore. La rossa. Forse la voce più bella di tutti gli anni 90. Sul palco con lei una violinista e una tastierista di tutto rispetto. Quote rosa per una band incredibile. 

Reba ci sfoggia ben due outfit, come le migliori regine. 

Il primo, nella sua semplicità, vince su tutti. All black and sparkles. Reba non nasconde una forma invidiabile e un carisma da vera dea. 10 punti agli stivali: l'unica a indossarli. Eppure, se io dovessi calcare il palcoscenico preferirei senza dubbio un bel paio di comodi stivali, visto che nel country ce li si può permettere. Quelli di Reba hanno tutta l'aria di essere comodissimi. 

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Durante l'encore, quel momento alla fine del concerto in cui il cantante finge "simpaticamente" di uscire di scena per ritornare sul palco subito dopo con un pezzo di chiusura, lei si presenta così: 

 Reba durante l'Encore.

Reba durante l'Encore.

Quanta roba. The Queen. 

Ad ogni modo, mi dispiace dirlo, ma il vincitore assoluto di questo C2C per me è Marty Stuart con la sua mitica band, The Fabulous Superlatives. 

Dall'inizio della Country Music, la moda appariscente è sempre stata la protagonista assoluta. I vestiti di Nudie Cohn e Manuel erano la maniera di esprimere la propria personalità sul palco. 

Quando Nashville ha deciso di gettare tutto al vento, evolvendosi, come la sua musica, verso uno stile più contemporaneo, Marty Stuart è rimasto fedele a quello stile, restando uno dei pochi artisti a portare avanti lo stile da showman della country music. Immancabile la sciarpa, così old style e così bella, che ricorda quel fashion addicted di Gene Autry. 

Un outfit indimenticabile, legato alla storia dell'America. Quell'America Western di cui abbiamo nostalgia anche senza esserci mai stati. Quella Country Music, così vitale e colorata, gioia per le nostre orecchie... e per i nostri occhi.